IL PROGETTO IN SINTESI

BiLiGeCT, progetto finanziato dal Programma PON (www.ponricerca.gov.it) prevede 5 linee di ricerca per lo sviluppo di marcatori circolanti, mediante biopsia liquida, per la prevenzione, diagnosi e terapia dei tumori sia ereditari che sporadici:

  1. diagnosi precoce di malattia in soggetti sani BRCA mutati a rischio genetico di tumori della mammella/ovaio per lo sviluppo di saggi diagnostici altamente sensibili ed economici;
  2. diagnosi precoce di ripresa di malattia in soggetti BRCA mutati con storia pregressa di tumore della mammella/ovaio in sorveglianza con l’impiego di marcatori circolanti per monitorare la malattia e l’adeguato uso della terapia;
  3. diagnosi precoce di tumori di polmone e prostata per lo sviluppo di nuovi marcatori esosomiali circolanti per una diagnosi di malattia più efficace e meno invasiva;
  4. scelta delle terapie di seconda linea ed oltre nei tumori del colon-retto mediante biopsia liquida;
  5. sviluppo di innovativi test cellulari per lo screening di nuovi farmaci o il riposizionamento di farmaci noti per le mutazioni rilevate con biopsia liquida. Inizialmente, sarà testata la sensibilità ai PARP inibitori di alcune varianti BRCA a significato funzionale ignoto (VUS).

OBIETTIVI E STRUMENTI DEL PROGETTO

Al via BiLiGeCT, il progetto focalizzato sulle Biopsie liquide per la Gestione Clinica dei Tumori che si è aggiudicato un prestigioso finanziamento PON del MIUR.

Invecchiamento, malattie croniche e degenerative e qualità della vita: questi i tre fattori che emergono come aree d’intervento prioritarie nell’Area “Salute” nell’Agenda strategica nazionale. Il progetto dal titolo “Biopsie Liquide per la Gestione Clinica dei Tumori” (acronimo: BiLiGeCT), proposto da Cogentech, Società Benefit srl di IFOM, in collaborazione con il Consorzio Interuniversitario Nazionale Metodologie e Processi Innovativi di Sintesi (CINMPIS, che vede coinvolte l’Università degli Studi di Catania e l’Università degli Studi di Messina), l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), l’Università di Torino (UniTO), l’Istituto Oncologico del Mediterraneo spa (IOM) e CaReBios srl, si inserisce proprio nell’ambito di queste aree di intervento prioritarie, con il chiaro obiettivo di migliorare la gestione clinica delle malattie oncologiche. Con questo ambizioso obiettivo il progetto BiLiGeCT si è aggiudicato un finanziamento del Programma Operativo Nazionale (PON) Ricerca e Innovazione 2014-2020, gestito dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR). BiLiGeCT propone una ricerca innovativa volta a sviluppare nuove e superiori soluzioni tecnologiche per migliorare due aspetti di fondamentale importanza, ancorché imperfetti, in campo oncologico: la diagnosi precoce e l’appropriatezza terapeutica.
Relativamente al primo punto, il Progetto si rivolge ad un ambito in crescita, l’emergenza di particolari tipologie di tumori, come conseguenza principale dell’invecchiamento della popolazione, tanto che il tumore viene considerato anche come una malattia dell’invecchiamento, e si basa sul concetto che una diagnosi precoce quasi sempre produce un esito migliore della malattia. Per quanto riguarda il secondo punto, le terapie oncologiche di nuova generazione, per loro costituzione, tendono al risultato di rendere i tumori malattie croniche come dimostrato dal fatto che per tenere sotto controllo la malattia tumorale è richiesta la continua presenza del farmaco appropriato.
Infine la qualità di vita del paziente oncologico, alla luce del precedente concetto di cronicizzazione della malattia, viene ad assumere un ruolo sempre più rilevante come anche sottolineato dalle Associazioni che riuniscono e danno voce ai pazienti oncologici.
Il Progetto vuole affrontare questi obiettivi utilizzando uno strumento innovativo, la biopsia liquida, che racchiude in sé tutte le premesse per essere considerata una nuova e più efficace arma per la gestione clinica dei tumori. Al concetto tradizionale di biopsia tissutale, quella liquida affianca la minima o nulla invasività del prelievo di liquidi biologici, urina, lavaggi orali o di altre sedi e principalmente sangue, nei quali, con sensibili e sofisticate tecnologie molecolari, vengono ricercati biomarcatori di diversa natura indicativi della presenza di una forma tumorale. Per le sue caratteristiche, la biopsia liquida si presta ai cosiddetti “studi longitudinali” che prevedono il prelievo del materiale biologico da esaminare a tempi diversi durante il programma di sorveglianza clinico-strumentale, proprio per monitorare l’evoluzione dinamica nel tempo della malattia cancro. Questa caratteristica della biopsia liquida la rende, quindi, utile non solo nella diagnosi ma anche nella possibilità di modificare nel tempo la terapia seguendo i cambiamenti molecolari che avvengono durante l’evoluzione nel tempo della malattia.
Attraverso un approccio di biopsia liquida, il Progetto BiLiGeCT vuole, in particolare, rispondere a quesiti ancora aperti nella diagnosi precoce in soggetti ancora sani e con elevato rischio genetico di tumore cioè del tipo eredo-familiare - approccio poi estendibile ai più comuni tumori sporadici – e in una precoce identificazione di ripresa di malattia in soggetti dello stesso tipo con precedente storia tumorale. La biopsia liquida comprende l’analisi di acidi nucleici liberi circolanti DNA, RNA e miRNA, l’analisi di esosomi e di Cellule Tumorali Circolanti (CTC), queste ultime ipotizzate come la popolazione tumorale che porterà alla recidiva del tumore.
La prima linea di ricerca riguarda la diagnosi precoce della malattia con un approccio di biopsia liquida in soggetti sani ma portatori di una mutazione germinale in uno dei due geni BRCA (1 e 2) e pertanto a rischio di tumori alla mammella o all’ovaio, con l’obiettivo di sviluppare uno strumento diagnostico più sensibile, efficace e sostenibile, in termini di costi/benefici, dello screening strumentale ora disponibile.
La seconda linea, come la prima si focalizza sui tumori del tipo eredo-familiare BRCA ma in soggetti con precedente storia tumorale per identificare precocemente la ripresa della malattia e di caratterizzarla molecolarmente per monitorare l’efficacia e l’appropriatezza della terapia.
La terza linea verterà ancora sui temi di diagnosi precoce per mezzo di biopsie liquide con modalità simili a quelle descritte per i tumori eredo-familiari ma orientate alla diagnosi dei tumori del polmone e della prostata con l’obiettivo di rendere le diagnosi di malattia più efficaci e meno invasive, introducendo, inoltre, innovazioni tecnologiche di diagnosi e prognosi molecolare di questi tumori.
La quarta linea di ricerca affronterà il tema della diagnosi precoce soprattutto di ripresa di malattia metastatica e della scelta basata sul profilo molecolare della malattia in evoluzione durante il trattamento di seconda linea ed oltre nei tumori del colon-retto.
La quinta linea di ricerca cercherà di sviluppare un innovativo test cellulare per screening di nuove molecole terapeuticamente attive o il riposizionamento di farmaci già noti per le mutazioni dei geni BRCA e di quegli elementi genetici, che con questi collaborano, nel garantire l’integrità del DNA attraverso i suoi meccanismi di riparo (BRCAness). Questi farmaci, in generale, appartengono alla categoria dei cosiddetti inibitori del sistema enzimatico PARP. Questi inibitori si sono rivelati efficaci non solo per i tumori eredo-familiari con le mutazioni germinali sopra ricordate ma anche per tumori sporadici dello stesso istotipo e con mutazioni somatiche di questi geni. Con questo modello funzionale, sarà anche affrontato il problema posto dalle mutazioni BRCA a significato funzionale ignoto (VUS) che verranno quindi saggiate per la loro sensibilità ai PARP inibitori attivi sui tumori con mutazioni BRCA chiaramente patogenetiche.
L’obiettivo finale del progetto è giustamente ambizioso e si colloca alla frontiera della tecnologia attuale, tuttavia, esso appare attuabile grazie alle infrastrutture ed esperienza pregressa nell’uso di tecnologie innovative dei diversi Enti partecipanti e alle qualificate professionalità in essi disponibili. Inoltre, un indubbio valore aggiunto è dato dalla disponibilità di una coorte di soggetti sani o con già esperienza di malattia tumorale appartenenti alla popolazione a rischio genetico di sviluppare un tumore della mammella e/o ovaio perché portatori di una mutazione germinale di uno dei geni BRCA. Questa opportunità appare unica per gli obiettivi diagnostici della biopsia liquida vuoi perché per una sua caratteristica di precocità è prevedibile “a priori” il tipo di tumore che apparirà, vuoi perché diversi aspetti molecolari dei tumori in oggetto sono ben noti e consentiranno di approntare strumenti di diagnosi molecolare altamente personalizzati per questi pazienti.
Inoltre, con l’approccio di biopsia liquida sarà possibile monitorare l’efficacia in termini di costi/benefici dell’introduzione di queste nuove metodologie diagnostiche.
Il positivo conseguimento degli obiettivi finali del progetto consentirà in prospettiva di introdurre sul mercato sia innovative tecniche di laboratorio che originali saggi diagnostici.

Sede

La sede operativa di Cogentech Società Benefit SRL per il progetto BiLiGeCT è presso il Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia, Zona Industriale, Blocco Palma 1, 95121 Catania (CT)

Contatti

Marco Pierotti, Direttore Scientifico
marco.pierotti[@]cogentech.it

Nina Offenhauser, Project Manager
nina.offenhauser[@]cogentech.it

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